Carlo Pestelli
Molfetta , 16 ottobre 2009
Chi e' Carlo Pestelli? Forse non lo sa bene nemmeno lui . Cantautore emergente, impegnato sul versante dell'ironia militante, lo si vede spesso suonare a Torino e dintorni, da solo o con Mario Congiu alla chitarra, Vito Miccolis dei Tribà alle percussioni, Giorgio Li Calzi alla tromba e Gianni Coscia alla fisarmonica. A volte sconfina anche fuori regione.
Dopo le prime esperienze a base di rock, Carlo scopre le musica folk, rimanendo affascinato dalle esperienze dei cantacronache come Michele Straniero e Fausto Amodei. Così, tenendo ben presente il percoso dei cantautori italiani, tra cui Lolli, De Andrè e Ciampi inventa uno stile tutto suo fatto di ballate cantautorali e canzoni intelligentemente ironiche che diventano le due facce di una stessa medaglia. Lui questo lo spiega con il fatto che la sua casa "è situata su uno strano meridiano taurinensis, a metà strada tra la casa natale di Fred Buscaglione e quella di Umberto Tozzi" Nel 1993 registra il suo primo demo, "Buon umore", seguito 4 anni più tardi da "Tarabas, ieri sera". Nel frattempo partecipa a festival italiani ed esteri collaborando con personalità del calibro di Paolo Hendel, Luciano Berio e lo stesso Fausto Amodei con il quale divide spesso il palco in uno strabiliante confronto di due generazioni di canzone d'autore. Il suo demo autoprodotto si è appena trasformato in un "vero" CD dal titolo "Zeus ti vede", acquistabile su Vitaminic . Al lavoro collaborano vecchie e nuove conoscenze della scena musicale torinese, come Mario Congiu, Elvin Betti, già batterista dei Fratelli di Soledad, e il chitarrista Slep. La title track dell'album è un divertente collage di frasi e slogan copiate dai muri di Torino, città protagonista anche di altri pezzi, come la divertente "Filomena". Recentemente è stato direttore artistico della rassegna "Chansonnier Torino ", edizione 2002.Carlo mette a nudo il suo repertorio con i suoi soli strumenti: chitarra, voce e armonica. Canzoni rabbiose come quelle del recente disco Un'ora d'aria e ballate spassose come Filomena e Ragazza diciannovenne, ormai due classici del musicista torinese.A proposito del suo ultimo album così si è espresso il giornalista Franco Vassia: la vena aurifera del cantautorato colto, precocemente inghiottita da un fiume carsico sul far degli '80, sembra riemergere verso una nuova e vivida luce. Un'ora d'aria di Carlo Pestelli non è soltanto ossigeno allo stato puro quanto una piattaforma analitica di cibo umorale per la mente deputata ad alimentare il pensiero e la riflessione. Il genere musicale di Carlo Pestelli non è definibile precisamente. È vero che suona e canta ciò che scrive, ma non per questo è uno dei tanti cantautori che di questi tempi s’affacciano alla ribalta. E questo per almeno due motivi: il primo è che suona bene, chitarra e armonica, e in secondo luogo perché l’influsso teatrale è un ingrediente basilare dei suoi spettacoli. La sua capacità comunicativa, basata su un’immediatezza falsata dalla ricerca del punto di contatto tra vita naturale ed esistenza surreale, lo ha reso noto ad un pubblico che a Torino affolla regolarmente i suoi concerti fino a esaurire in fretta i posti del Folk Club come del Piccolo Regio. Nei suoi recital Carlo miscela la canzone d'autore e la ballata umoristica in un continuo saliscendi d’atmosfera, quasi a non volerla mai raccontare giusta al pubblico fino in fondo. Sicuramente per questo secondo aspetto del repertorio il teatro-canzone di Giorgio Gaber è un punto di riferimento ben presente, riconoscibile anche per i brevi e graffianti monologhi che intervallano le canzoni.
Felice Panunzio
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