Carlostanaut


Molfetta , 13 Aprile 2011

Carlostanaut, gruppo pop-funk-blues italiano, è nato intorno al 2000 dall’unione di Saverio Autelitano, anima del gruppo, voce, tromba, chitarra, autore dei testi e delle musiche; Sergio Ferrari, chitarre e voce; Fausto Casara, batteria e cori; Fabrizio Gallina, basso elettrico. L'esordio è avvenuto ne “Il Locale”, laboratorio musicale romano durante gli anni ‘90 (frequentato da Tiromancino, Max Gazzè, Sergio Cammariere, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi, Tricarico, ecc..). In seguito hanno vinto l'edizione di Marte Live come "Miglior gruppo" su cinquecento band musicali. Hanno suonato nella maggior parte dei locali della scena musicale romana: la “Locanda Atlantide”, dove hanno vinto il premio come “Miglior gruppo emergente”, “Circolo degli Artisti”, “Fonclea”, “Lian Club”, “ConteStaccio”, ecc.. Inoltre hanno partecipato a diversi festival della scena italiana, ultimi dei quali “Italia Wave Love Festival”, “Premio Mia Martini”, “FoncleAcustic Festival”, “San Severino Blues”, “Arte Roma Eventi” al Felt Club, “TolfArte”. Hanno fatto da spalla agli “Almamegretta” con Raiz ancora vocalist, suonato a diverse edizioni della Festa de l’Unità presso le Terme di Caracalla, aperto diversi concerti tra cui Roberto Angelini, Pippo Pollina ex “Agricantus” e realizzato un videoclip al “Live in LaMea”, evento organizzato e curato da Yari Carrisi. Nell’estate 2010 è stato terminato il nuovo videoclip del singolo “Bambina col Saltello” realizzato interamente con il supporto di nuove tecnologie digitali, senza però dimenticare il sapore artigianale della sapiente manualità e della grande tradizione audiovisiva nostrana, che si ritrova anche nelle composizioni che traggono ispirazione dalla grande scuola della musica d’autore italiana, da sonorità latine e mediterranee e dai grandi maestri del blues. Nei brani non mancano però i richiami pop, dalla solida struttura ritmica e melodica, che raggiungono il gusto di un grande pubblico, anche di quello più esigente. Funk coinvolgente, soprattutto dal vivo, la musica di Carlostanaut, farebbe ballare anche i più pigri. Il rapporto con il tempo; le donne in più vesti, idealizzate, sognate, dolenti e desiderate; la quotidianità, talvolta cinica e sprezzante, talvolta piena di meraviglie; la critica sottile e tra le righe verso un mondo corrotto e difficile; l’infanzia, come ideale momento della vita ormai cristallizzato; viaggi metafisici e metafore sul mondo, sono i protagonisti dei testi di Carlostanaut

Dopo anni di lavoro e di intense esperienze arriva il singolo che si propone come un singolare biglietto da visita per i Carlostanaut, un gruppo molto attivo sulla scena live romana, che dagli anni novanta ad oggi ha collezionato innumerevoli consensi, vincendo anche manciate di concorsi in giro per il paese.
Il loro è un funk blues colorato di pop che sa subito catalizzare l’attenzione, che sa far ballare e riflettere, che sa scaldare e muovere, ma soprattutto sa arrivare direttamente, senza filtri; una caratteristica molto particolare e inusuale per la musica che, soprattutto quando tende al cantautorale, tende a volte ad essere poco            diretta.
Carlostanaut, grazie ad una costante e intelligente contaminazione, mantiene sempre alta l’ascoltabilità, senza pregiudicare il messaggio, che indaga la realtà e le vicende di tutti i giorni, così come le emozioni e le sensazioni di ognuno, con tatto e leggerezza.
Il nuovo singolo La Bambina Col Saltello è la riprova che l’esperienza live e il grande entusiasmo sono gli ingredienti fondamentali per cucinare un grande successo.

Chi       sei       e          come   nasce   la         tua       musica?

Il mio vero nome è Saverio Autelitano, aka CarloStanaut, sono un cantautore di origini calabresi. Ho iniziato la mia carriera artistica come songwriter e musicista a Roma nel 1998. La mia musica è nata dal connubio tra rock dei  grandi classici, italiani ed esteri, con sonorità pop moderne. Sono alla ricerca di un percorso mai banale per quanto riguarda scelte stilistiche e compositive.

Parlaci del       tuo       nuovo  prodotto.

Il singolo, uscito il 29 settembre 2010, identifica un nuovo modo di mettere insieme la musica di ieri e quella di oggi, pur essendo molto moderno non si allontana troppo dall’idea passata della canzone d’autore della tradizione italiana.

Cosa    vuol     dire      il          curioso            titolo    di         questo singolo?

“Bambina col Saltello” è una metafora in realtà molto più introspettiva di quello che potrebbe sembrare. Racconta di una grande bimba che ha il “saltello”, ovvero la marcia in più, che le dà la forza di affrontare le difficoltà quotidiane e tutti I pericoli che minacciano la sua fragilità. La figura della ragazza vuole rispecchiare un po’ quel lato delicato e infantile che ognuno di noi nasconde e protegge, affrontando la vita con il sorriso e la positività, invitando gli ascoltatori a seguire il suo esempio.

Chi ha finanziato la produzione di tutto il pacchetto: singolo, video ecc…?

Tutto autofinanziato.

Nonostante sia un’autoproduzione il risultato è di buona qualità, ma non è sempre così nel mercato dell’autoproduzione    musicale.
Oggi siamo abituati al concetto di "user generated", ovvero di fare le cose al meglio per conto proprio.

Questo vale anche nella musica: dato che la figura del produttore non esiste più e il mercato discografico ha una gestione diversa da quella a cui eravamo abituati, non sempre si riesce a raggiungere dei grandi risultati, un po' per le spese che si devono affrontare, e un pò per le competenze che talvolta vanno ricercate e retribuite.

Parlando del video: sei riuscito a realizzare un prodotto patinato, di alta qualità. È stato semplice realizzarlo?

Il videoclip è realizzato grazie al contributo di Francesco Tortorella. Con nuove tecnologie digitali e animazione 3D, abbiamo costruito un’equipe rigorosamente giovane, e molto professionale, capace di lavorare con un piccolo budget ad un prodotto di alto livello, con tanti colpi di scena e immagini che tengono legate allo schermo lo sguardo di qualunque spettatore: grazie alla tecnica del "green screen" abbiamo potuto creare diverse ambientazioni senza avere l'esigenza di spostarci da una location all'altra. Questo si è dimostrato un vantaggio per abbattere i costi di produzione senza rinunciare alla scelta di una sceneggiatura movimentata e dinamica.



Felice Panunzio





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