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Davide ZilliMolfetta , 28 Gennaio 2011 Piacentino, insospettabile, occhialuto precario prof di italiano al mattino e cantautore-pianista di sera, Davide “Dada” Zilli si forma con una lunga gavetta di pianista classico nei conservatori di Piacenza e Milano. Alla tenera età di 18 anni, però, dopo una visione di “The Commitments” rimane folgorato dalla musica “incolta”, e inizia così il suo apprendistato in vari progetti musicali, spaziando dal soul al punk, dal blues all’indie pop e al jazz. Nel 2001 comincia a comporre e ad esibirsi con canzoni proprie, venendo subito selezionato per i corsi di “Fronte del palco” al Centro Musica di Modena. Qui affina i propri brani e il proprio live sotto la guida di insegnanti come Manuel Agnelli (Afterhours), Sergio Carnevale (Bluvertigo), Alberto Cottica (Modena City Ramblers, Fiamma Fumana), Cristina Donà, Gianni Maroccolo (Litfiba, CSI, PGR). Nell’ ambito di questa esperienza si esibisce a Ravenna nello spettacolo “Reload” (con cover riarrangiate sotto la supervisione di Alberto Cottica e Cristina Donà), al MEI di Faenza, e successivamente in vari locali e manifestazioni - ricordiamo “Tendenze Acustico” a Piacenza, "Arcinfesta", "Fà la cosa giusta" e "Arci Via Libera" a Milano, "Bolognaestate". Vincitore (ex aequo con Folco Orselli) al 1° Festival Cantautorale di Cormano e al concorso "MEI/Salottomuzika" di Bologna, Premio per il Miglior Testo al Premio Bindi 2010, Premio speciale della Giuria Giovani (con la canzone "Jazzabbestia") al Biella Festival, finalista a "L'Artista che non c'era" e terzo premio al concorso "Sound is life" di Roma, è stato finalista al concorso "Risonanze 2008" di Padova e semifinalista al Premio Recanati. Dopo un EP autoprodotto, è ora uscito il suo primo album "Coinquilini", coprodotto con Roberto Alessi (dj collaboratore della Ishtar Records per la compilation di jazz elettronico "Tempo in crescendo"), pubblicato da Enovisuoni. Le sue canzoni sguazzano tra tante storie tutte vere: le giornate interminabili o troppo brevi dei nerds di provincia (la sua vaga somiglianza con Woody Allen, Cristicchi e Roberto Benigni gli ha peraltro già procurato un adorante pubblico femminile) amori (per lo più finiti o non ricambiati, perchè così molta gente ci si rispecchia e si vendono milioni di dischi, me l'ha detto un noto producer di una major) lavori poco pagati (id. come sopra) viaggi (per lo più pendolari, ma non si escludono per il futuro testi più europeisti, amori internazionali, gusto dell’avventura, melodie solari da fischiettare mentre si trotterella nel continente globale, in Erasmus o Inter-Rail) le solite cose, insomma. La sua musica miscela pop, jazz e teatro canzone nelle forme più varie, seguendo una linea che va dal cantautorato italiano più obliquo e stralunato (Paolo Conte, Sergio Caputo, Enzo Jannacci) fino al Joe Jackson di “Night and Day” e all’Elvis Costello più intimista. Ma aggiungiamoci pure qua e là Belle and Sebastian, Gomez, XTC, Gino Paoli, Steely Dan, il soul-pop Motown, Sergio Endrigo, e tanti altri. Felice Panunzio |