Il volontariato ....
Molfetta, 10 settembre 2009
Secondo un sondaggio pubblicato di recente da una nota agenzia, sono circa sette milioni gli italiani che svolgono attività di volontariato. Un esercito in difesa dei più deboli: malati, poveri, adolescenti difficili, immigrati, barboni, tossicodipendenti, carcerati, prostitute, alcolisti, ma anche una milizia pronta a intervenire in difesa del territorio o in caso di calamità. Si tratta di un grande serbatoio di umanità e di energie che fa onore alla nostra nazione. Scegliere di fare attività di volontariato con sincera motivazione significa fare propri i valori della solidarietà, dell'impegno, della responsabilità nei confronti di chi è meno fortunato, di chi arranca, di chi non ce la fa a tenere il passo in una società sempre più competitiva.
Si tratta quindi di una visione della vita in antitesi con l'ideologia attualmente più in voga che sembra valorizzare soltanto il successo, l'egoismo, l'aggressività. Purtroppo, proprio in Italia, la forbice fra chi è ricco e chi, al contrario, vive in condizioni di indigenza, si fa sempre più ampia. Il darwinismo sociale dominante, anche a livello delle istituzioni, si manifesta sempre più insofferente verso i perdenti , ritenuti gli esclusi responsabili della loro condizione. Porgere una mano a coloro che hanno bisogno di aiuto è, invece, un dovere di tutti noi, a prescindere dagli errori o dai valori di coloro che aiutiamo. È possibile che in molti casi il bisogno sia il frutto di scelte sbagliate, ma ciò non esime la collettività dai propri obblighi di solidarietà.
Michele Zema
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