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Investire sulle fasce piu' deboli a rischio...Molfetta, 29 Dicembre 2010 Oggi è più facile essere poveri se si è donne, anziani, o senza titolo di studio. Bisognerebbe rivolgere lo sguardo verso le famiglie numerose, che non riescono ad arrivare a fine mese e portare aventi il bilancio familiare. Questi problemi sono lontani dal nostro sguardo e sono rivolti a queste famiglie cosiddette povere, nascoste da tutti, che il nostro Paese non riesce a trovare alcuna soluzione per risolverli.
Oggi si sente spesso parlare di diritti delle donne lavoratrici e di quanto si sia faticato per arrivare ad avere un trattamento idoneo sullo sforzo quotidiano rivolto a tutte le categorie, che interessano il lavoro in genere.
Sicuramente la situazione è migliorata molto negli ultimi anni, ma non si può credere alla storiella che i giornali raccontano, seconda la quale vi è parità effettiva e raggiunta di diritti tra i sessi. Altrimenti come si spiegherebbe il fatto che le più alte cariche in ogni settore, siano rappresentate quasi esclusivamente da uomini.
Forse un modo per diminuire la povertà tra le donne, sarebbe aiutarle a svolgere i loro ruolo di madri e lavoratrici, magari con specifici provvedimenti e contributi per mantenere i figli.
Un' altra categoria a rischio di povertà è costituita da coloro che non hanno titolo di studio. Forse si dovrebbe riflettere su due opzioni, la prima che non hanno avuto voglia di studiare, la seconda non hanno potuto permettersi di studiare. Sulla prima non vale la pena soffermarsi. Magari la seconda potrebbe essere invece incentivata tramite la diminuzione dei costi dell'Istruzione. Ci sembra che lo Stato debba elargire contributi e aiutare il popolo gratuitamente, ma in realtà se lo Stato aiuta la popolazione, lo Stato si arricchisce. In conclusione dobbiamo spingere lo Stato ad investire sui propri cittadini, soprattutto sulle fasce più deboli e a rischio. Michele Zema |