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L' omosessualita' ...Molfetta, 15 Dicembre 2010 Circa cinque-dieci persone su cento sono omosessuali, cioè provano attrazione per persone del proprio sesso. Si tratta di una minoranza consistente, che si trova ancor oggi a dover combattere contro stereotipi, pregiudizi, ostacoli, che la società continua ad opporre a chi manifesta la propria personalità più autentica. Eppure sono anni che l'omosessualità è stata depennata dal novero delle malattie psichiatriche. Sul DSM, una sorta di bibbia della psichiatria internazionale, in cui sono classificati tutti i disturbi mentali, dell'omosessualità non c'è traccia dal lontano 1973. Ed è già dal 1993 che l'Organizzazione mondiale della Sanità ha classificato l'omosessualità come una variante normale della sessualità umana. Eppure la nostra epoca storica, malgrado la piena assoluzione decretata dal potere medico, è una delle più omofobe che si conoscano. Ci sono state epoche storiche in cui si dava minor importanza ai gusti sessuali delle persone e quello che uno faceva in privato non riguardava più che tanto la comunità. L’omosessualità, invece, sconta tuttora l'oppressione, la persecuzione, l'aggressività che ogni società riserva al diverso, a chi è in minoranza, a chi non rientra nelle caratteristiche del gregge. Alcuni paesi considerano l'omosessualità un reato da punire con pene detentive. Diverse nazioni, come l'Arabia Saudita, l'Iran, la Nigeria e lo Yemen, puniscono ancor oggi l'omosessualità addirittura con la pena capitale. Nell'esclusione e nella violenza verso la persona omosessuale entrano in gioco meccanismi psicologici ormai ben compresi, ma ancora molto diffusi, in particolare la proiezione, attraverso la quale gli individui si proteggono dai propri aspetti ombra, dagli abissi inquietanti della propria psiche, attribuendoli agli altri, veri e propri capri espiatori. Ciò permette di liberarsi dall'angoscia suscitata dalla diversità, attraverso una sorta di autopurificazione. Il più noto psicoanalista italiano, scomparso alcuni anni or sono, Cesare Musatti, sosteneva che non esiste l'eterosessualità perfetta, che anche l'eterosessuale più convinto può nutrire occasionalmente, nel corso della propria vita, desideri verso persone del proprio sesso. Questo è particolarmente vero per l'adolescenza e la giovinezza, quando l'identità sessuale non è ancora completamente fissata. Michele Zema |