La condizione femminile...


Molfetta, 30 Agosto 2010

 

Tre secoli di femminismo hanno modificato la posizione della donna nella società. Il Novecento è stato un secolo particolarmente ricco di analisi sulla condizione femminile, alcune acute, altre, secondo me, a dir poco fantasiose. L'essere donna, il vissuto femminile, grazie soprattutto al contributo della psicoanalisi, è stato indagato con meticolosità e tutta la teoria e la pratica prodotte hanno influito non soltanto sull'autoconsapevolezza delle donne, ma anche su quella degli uomini.
Che oggi appaiono sempre più disorientati, incerti, dubbiosi, nella quasi totalità ormai renitenti a incarnare quel modello di maschio prepotente e oppressore, che sembra irreversibilmente tramontato.La stessa società dei consumi, lungi dal richiedere virtù guerriere, ha femminilizzato un po' tutti. Maschile e femminile sono due poli sempre più compenetrati e confusi e vanno a comporre personalità forse meno scisse che in passato, più tendenti all'androginia. La biologia e la psicologia ci hanno insegnato che maschile e femminile sono dentro ognuno di noi; le differenze tra maschio e femmina a livello psichico esistono, ma sono sottili, sfumate, questione di impercettibili e insondabili qualità e quantità.

Le femmine si affermano oggi nella scuola, dove sono mediamente più brave dei maschietti, nelle professioni, - tra i medici per esempio, le donne stanno superando numericamente i maschi -, nella società in genere, dove la pubblicità si rivolge di preferenza a un pubblico femminile, essendo le donne quelle che orientano e compiono di fatto la quasi totalità degli acquisti.

Forse, si tende a sottovalutare le disparità ancora esistenti tra uomini e donne. Ma mi sembra che alle donne di oggi non sia precluso praticamente alcunché e francamente mi dà noia il vittimismo querulo di chi invoca per le donne un trattamento di favore, come ad esempio delle quote fisse a loro destinate ai vertici delle aziende, delle università, della politica e della pubblica amministrazione. Ci rendiamo conto che le donne brave, abili, capaci possono oggigiorno affermarsi senza ricorrere a trucchi che le mortificano e vanificano nello stesso tempo i benefici della libera concorrenza.



Michele Zema





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