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La televisione...Molfetta, 10 Giugno 2011 Un certo conformismo intellettuale, corrente al giorno d'oggi, spinge a parlar male della televisione, a considerare questo mezzo di comunicazione un fattore di corruzione e di istupidimento collettivi. Di fronte a tali critiche rimango perplesso. Certo, ci sono programmi che non mi piacciono, che cerco di evitare, che mi inducono allo zapping, quando non addirittura a spegnere il televisore e dedicarmi a qualcos'altro: leggere un libro, fare una passeggiata, chiamare un amico. In genere non mi piacciono i cosiddetti programmi di intrattenimento, i quiz con l'"aiutino" del conduttore, i programmi di barzellette, i dilettanti allo sbaraglio, le trasmissioni che ospitano quasi esclusivamente uomini politici, che se ne servono per fini elettorali, molti noiosi programmi sportivi della televisione pubblica. Si tratta, il più delle volte, di trasmissioni televisive che celebrano, talvolta con solennità talaltra volgarmente, lo status quo e che, mentre si inginocchiano di fronte al potente di turno, uccidono, a mio avviso, la riflessione e il pensiero critico. Non rispondono al mio sentire più profondo; mi sembra, invece, che tendano ad ottundere la mente dello spettatore, a "divertire" nel senso più autentico e deteriore del termine: "divertire" deriva dal latino "divertere", cioè volgere altrove, allontanare, distogliere. E in effetti distolgono, a mio avviso, la mente dalla vita autentica. Quello che ritengo però assurdo è fare del moralismo, avere la pretesa di stabilire cosa è giusto per gli altri, coltivare la presunzione di possedere la verità assoluta. Coloro che preferiscono i programmi di intrattenimento hanno il diritto di guardarli, così come io ho il diritto di spegnere il televisore. Certo a me piacciono i programmi che stimolano la riflessione: Giuliano Ferrara, Gad Lerner, molta di quella televisione di Rai Tre ispirata direttamente o indirettamente alla linea Guglielmi: Chi l'ha visto, Un giorno in pretura, Report. Peccato non ci siano quasi più belle trasmissioni sui libri, come accadeva soltanto qualche anno fa. Secondo me, la televisione, quando è ben fatta, alimenta il pensiero, permette allo spettatore di aumentare la comprensione del mondo e di se stesso, di maturare come cittadino e come persona. Molti programmi televisivi hanno contribuito a migliorare la propria vita collettiva, a farci progredire sulla difficile strada della civilizzazione. Michele Zema |