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La Costituzione ItalianaMolfetta, 20 Maggio 2011 La Costituzione della Repubblica Italiana entrò in vigore il primo gennaio del 1948. Fu stilata e approvata dopo un lungo lavoro di elaborazione condotto dall'Assemblea Costituente e dopo un dibattito culturale e politico che coinvolse l'intero Paese. L'Italia era reduce da una dittatura, quella fascista, durata un ventennio e da una guerra terribile che aveva ridotto la nazione allo stremo. Dopo il referendum del 1946, che aveva sancito la fine della monarchia, occorreva risollevare il Paese dalle macerie e costruire la nascente Repubblica su basi nuove e solide. La Costituzione della Repubblica Italiana contiene 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali. Dopo l'enunciazione dei Principi fondamentali (articoli 1-12) segue la prima parte, che si occupa di Diritti e doveri, articolata in Rapporti civili (articoli 13-28), Rapporti etico-sociali (articoli 29-34), Rapporti economici (articoli 35-47) e Rapporti politici (articoli 48-54). La seconda parte si occupa dei complessi meccanismi che regolano l'Ordinamento della repubblica, cioè le funzioni del Parlamento, del Presidente della Repubblica, del Governo, della Magistratura, di regioni, province e comuni, nonché delle garanzie costituzionali. La Costituzione Italiana è un documento che possiede valore giuridico. Le leggi approvate dal Parlamento debbono essere coerenti col suo dettato, altrimenti vengono dichiarate incostituzionali. La Costituzione Italiana possiede un carattere che, tecnicamente, viene definito "rigido", in contrapposizione ai testi costituzionali detti "flessibili", in quanto per modificare la nostra Costituzione occorre seguire una procedura molto più elaborata di quella seguita per le leggi ordinarie. Ciò rappresenta una garanzia per i cittadini, i cui diritti non sono più alla mercé degli umori di qualsivoglia maggioranza governativa. Michele Zema |