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Il fanatismo...Molfetta, 25 marzo 2011
Il fanatismo è l'adesione incondizionata ed entusiasta a un'idea, una fede, una teoria, che comporta l'intolleranza più assoluta dell'opinione altrui. Il fanatismo non è un fenomeno nuovo, ma è un atteggiamento diffuso sin dagli albori della storia umana. È una propensione, una possibilità insita in ciascuno di noi, una componente del cuore dell'uomo da sorvegliare e mitigare. Fanatici nel corso della storia furono gli inquisitori, i fautori delle guerre di religione, i nazionalsocialisti. Molta della violenza e dei mali del mondo contemporaneo, contrariamente a quanto si crede, non deriva dallo squilibrio tra ricchezza e povertà, con il corteo di ingiustizie e sofferenze che genera, ma è causata dal fanatismo. Sono fanatici i sostenitori delle dittature, gli integralisti, i terroristi di ogni fede e colore, i razzisti, i nazionalisti, gli ultrà violenti, tutti coloro che perseguitano quelli che non la pensano allo stesso modo. Il nostro tempo conosce anche forme di fanatismo in apparenza più strisciante e blando, che non si macchia di crimini sanguinosi: per esempio certo ecologismo, certo animalismo estremo o il salutismo esasperato.Il fanatico è una persona rigida, dogmatica, inflessibile, con la granitica convinzione di essere sempre nel giusto, che difficilmente è disposto all'ascolto e al dialogo con l'altro, con il diverso da sé. Il fanatico "è un punto esclamativo ambulante" scrive lo scrittore Amos Oz nella sua bellissima raccolta di saggi Contro il fanatismo. Il fanatico spesso è una persona che ha paura, che non riesce a vivere nell'incertezza particolarmente ansiogena del nostro tempo. I cambiamenti repentini, un certo grado di relativismo culturale tolgono il terreno sotto i piedi ai fanatici, che reagiscono con la violenza e l'affermazione dei valori di una tradizione ormai tramontata. Il fanatico crede più al sentimento che alla ragione. Egli non è sempre mosso dall'odio, anzi, spesso il suo comportamento è motivato dalla convinzione di migliorare il prossimo, di distoglierlo dell'errore. Il fanatico è quasi sempre uno che vuole migliorare il mondo. Per il fanatico la vita umana conta pochissimo, la giustizia e la fede contano molto di più. Il bisogno di appartenere a un gruppo per sfuggire all'angoscia esistenziale spinge il fanatico al conformismo, all'idealizzazione del capo, al culto della personalità, all'idolatria. Michele Zema |