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La guerra...Molfetta, 4 febbraio 2011
La storia dell'uomo si può considerare millenaria, l'umanità non sembra aver attraversato nessun periodo prolungato senza guerre. La guerra. con i suoi orrori e le sue crudeltà, sembra appartenere al patrimonio genetico della specie umana. È un poema sulla guerra, quella fra Greci e Troiani, uno dei primi grandi libri della civiltà occidentale, l'Iliade e anche oggi, che abbiamo ormai superato la boa del terzo millennio, la guerra divampa in varie parti del globo, guerre fra nazioni, ma anche guerre civili, interne ai singoli stati. Eppure l'aspirazione alla pace fa ugualmente parte dei sogni dell'uomo, tanto che il massimo filosofo della modernità, Immanuel Kant, dedicò un volume importante allo studio delle condizioni che avrebbero condotto alla pace perpetua. Perché allora l'uomo vuole il bene e fa il male? Perché la storia umana è un succedersi ininterrotto di atrocità, un "immenso mattatoio", secondo la definizione datane da Hegel nella sua Filosofia della storia? Perché la guerra? Freud aveva affermato che nell'uomo c'è un'ineliminabile spinta aggressiva e distruttiva, che solo l'incessante processo di civilizzazione può tentare di tenere a bada. L'uomo, nel corso della storia, ha dimostrato di coltivare un inquietante e irriducibile amore per la guerra. Basta leggere le testimonianze, letterarie e non, provenienti dai vari fronti di guerra, per rendersene conto. Michele Zema |