Dopo ricerche ed indagini si riesce a scoprire il nome del Killer dell' Unabomber
Molfetta, 23 febbraio 2010
Nel nord est dell’Italia da ormai tredici anni il serial-Killer ha avuto un seguito, dandoci la possibilità di dare un volto alla persona che ha fatto tremare e preoccupare tutta l’opinione pubblica,sconvolta da tale problema. Dopo tante indagini e ricerche e reperti ritrovati, si è dato un volto alla persona accusata di tali episodi violenti: è quello di Elvo Zornitta un ingegnere aeronautico di 49 anni, residente in una piccola cittadina in prossimità di Pordenone. A suo carico pesa un’accusa infamante: essere l’autore di orrendi attentati alla vita di persone indifese. Per più di dieci anni, le indagini condotte dalla magistratura non sono riuscite ad identificare un possibile sospetto; ma, da circa due anni, queste si sono concentrate sulla figura dell’ingegnere, fornendo una rete di indizi abbastanza solidi. I primi attentati, risalenti all’ormai lontano 1993, vedevano l’uso di ordigni rudimentali, composti da povere da sparo e biglie di ferro o da tubi bomba, mentre dal 2000 l’unabomber iniziò ad utilizzare per la costruzione delle bombe, degli oggetti semplici e di uso comune, come uova, lumini da cimitero e pennarelli. Il ritrovamento nella casa di Zornitta di materiale alquanto sospetto, come fialette di aroma per dolci vuote, refil di penna a sfera svuotati e ben 48 involucri delle sorprese di ovetti al cioccolato vuoti rafforza le accuse mosse dalla magistratura di Treviso. Questa ha disposto, a seguito di un recente ritrovamento, una super perizia su un paio di forbici con tracce di metallo, che si pensa che siano state utilizzate per costruire degli ordigni. I magistrati che si occupano del caso, ritengono che l’unabomber non possa aver agito da solo, infatti le indagini hanno coinvolto anche amici e parenti, mediante la disposizione di un esame del dna e mediante intercettazioni. La risposta a tali atti era stata quasi conclusa e dopo tante indagini effettuate sull’individuo sospetto, si può dare un chiaro movente, derivante dal passato riguardante la nascita della figlia, nel 96. Possiamo dire che la nascita della figlia non era stata accettata, innescando in lui una sindrome depressiva con evidenti disturbi psichici-emotivi.
Si spera che la magistratura riesca ad identificare con certezza la persona che ha ritenuto colpevole, ponendo fine a questi attentati così violenti.
Michele Zema
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