La droga...
Molfetta, 15 gennaio 2010
Possiamo rappresentare nel quotidiano uno dei pericoli più gravi per un adolescente che è rappresentato dall'assuefazione a qualche sostanza chimica che modifichi il suo stato di coscienza. La "droga", come si definisce in maniera inappropriata la tossicomania, costituisce, da alcuni decenni e da alcune generazioni, un problema per giovani, genitori, educatori, famiglie.
I morti per droga in Italia nel 2007 sono stati 589.
Si tratta sovente di molecole, che provocano danni irreversibili al cervello e che generano dipendenze fisiche e psicologiche difficili da trattare; sostanze che, comunque, mettono a repentaglio gravemente la salute di chi ne fa uso. Per questo ci si interroga su quali siano le cause che inducono i giovani a fare uso di sostanze stupefacenti. Quali i meccanismi psicologici e le dinamiche culturali che determinano questo comportamento giovanile deviante. Intanto va notato che alcune sostanze capaci di modificare il nostro stato mentale, tossiche per l'organismo, vengono accettate dalla società: il tabacco, l'alcol e gli psicofarmaci in primo luogo. Ogni cultura riconosce le proprie droghe "legali", stigmatizzando l'assunzione di altre. Il fatto che l'uso di determinate sostanze sia legalizzato permette di procurarsele senza ricorrere a comportamenti "criminali" e, forse, una maggiore conoscenza consente di usarle in modo più maturo e cosciente. Per arginare il fenomeno droga e limitarne i danni, forse sarebbe necessario ripristinare quel dialogo generazionale, oggi interrotto, fra genitori e figli , privato però degli autoritarismi di epoche trascorse. Ed è necessaria, purtroppo, anche la repressione, per battere mafie e bande criminali e per tutelare la collettività dal comportamento di quei singoli che hanno deciso, mettendo in atto comportamenti sciocchi, violenti, pericolosi e delinquenziali, di muovere guerra alla società.
Michele Zema
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