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Il Razzismo....Molfetta, 9 luglio 2009 Si può parlare di razzismo inteso come quella dottrina che presuppone una superiorità su basi biologiche di una razza umana sull'altra, è un concetto moderno, sviluppatosi da un fraintendimento delle teorie di Darwin e del positivismo. Eppure la guardia non va mai abbassata e la cronaca ci riferisce, con cadenza presso che quotidiana, di episodi di discriminazione avvenuti sulla base del colore della pelle o del luogo di provenienza. Si tratta, per lo più, di microepisodi di intolleranza o di xenofobia. Certo siamo lontani, almeno qui in Italia, da quanto scritto nei libri di Wright o nei racconti della Gordimer. Non bisogna nascondersi che l'ondata di immigrati dal Terzo Mondo, che ha raggiunto l'Italia negli ultimi decenni, ha scosso equilibri secolari, abitudini consolidate, modi di vivere e di pensare sedimentati nei secoli, provocando inquietudini. Da noi esisteva, tutt'al più, la contrapposizione fra Nord e Sud, l'annosa e irrisolta questione meridionale, ma lo sviluppo industriale del Paese ha finito col metabolizzare le insofferenze razziste. Molti operai e intellettuali meridionali hanno contribuito alla crescita economica della nazione. La crisi economica, la disoccupazione, l'insicurezza fanno vivere lo Straniero come una minaccia a un benessere da poco acquisito e già precario. Michele Zema |