![]() <<< Articoli Precedenti L' Unione europea... Le Brigate Rosse e il sequestro di Moro... La scuola... La sanita' ... Violenza negli stadi Mass media... L' articolo 18 La scienza e la tecnica... Il doping... Gli anziani La solitudine.. Dopo ricerche ed indagini si riesce a scoprire il nome del Killer dell' Unabomber Rischio pensione per "Senatori" e quelli della Camera i "Parlamentari" Le presenze straniere in Italia Il conflitto tra palestinesi ed israeliani... Articoli Successivi >>> |
La Natura vive in un mondo malato...Molfetta, 12 ottobre 2009 In tutte le occasioni si parla e si scrive tanto di ecologia e di salvaguardia della natura, di guai causati dalla negligenza umana. La gente, però, forse scocciata da tutto questo, è indifferente a ciò che succede e a vedere l’ambiente distrutto perché poi, sono loro che inquinano. L’uomo è sempre stato un inquinatore. Dopo la rivoluzione industriale, l’ambiente è stato distrutto e oramai è questione di pochi anni che tutti gli equilibri salteranno. Non da molto tempo si sta cercando di risolvere i problemi causati in passato. Oramai, le sconfortanti descrizioni di fatti, stanno rafforzando l’idea di vivere in un “mondo malato”. Tutte le tragedie nel mondo che aggrediscono paesi ed isole perché si va contro natura, trasformando tutto quello che ci circonda in maestosi palazzi e villaggi turistici deviando i corsi dei fiumi, facendo ribellare la natura che nel tempo si ammala. Il terreno italiano è coperto per circa 6 milioni di ettari da boschi. Non è tanto se si pensa che 5 mila anni fa tutta l’Italia era ricoperta da alberi. Il bosco è un bene prezioso, ma l’uomo nel nostro Paese non si adopera a renderlo più protetto. I guai più grossi, si avvicinano, quando ci sono di mezzo gli incendi, infatti, molti ettari di terra vengono distrutti. Nelle regioni più povere meridionali, alcuni provocano degli incendi per trovare lavoro. È vero che per spegnere un incendio, ci vuole mano d’opera. Ci sono anche altri tipi di incendi tra cui quelli dolosi e quelli colposi: i primi stanno a significare che questi sono stati appiccati intenzionalmente, mentre, gli altri, in modo involontario. L’ipotesi che a volte si tira in gioco quando c’è un incendio e cioè l’autocombustione, deve essere scartata perché in Italia è impossibile. Un altro problema dei boschi sono le piogge acide. Queste causano gravissimi danni sia alle foreste che ai pesci dei laghi. I maggiori responsabili sono i grandi complessi industriali che producono tanto azoto. Michele Zema |