Videogiochi
Molfetta, 29 settembre 2009
Per molto tempo se ne parla dei videogiochi, soprattutto per quanto riguarda il loro uso legato alla quantità di gioco e al tipo di gioco in questione. Si cerca di capire la pericolosità dei videogiochi e l’esposizione prolungata dei minori a contenuti non idonei alla loro età e capacità di apprendimento porta ad una conseguente ed inevitabile emulazione da parte degli stessi”. Con ciò vuole distinguere due parti ben distinte della società, ovvero il pubblico adulto e i minori. “Soprattutto ai minori bisogna garantire una efficace tutela per lo sviluppo psicologico e per le fasce più deboli”. “È quindi necessario sviluppare politiche settoriali in grado di regolamentare l'intero sistema". In seguito a queste dichiarazione, totalmente condivisibili e giuste,s i sono attuate diverse ma poco efficaci norme per la protezione del pubblico minorile davanti a materiale per loro inappropriato presente nei videogiochi più violenti.
Poco efficaci in quanto l’educazione e il controllo che il minore non si esponga a determinate cose,sta a responsabilità del genitore o chi a sua tutela. Non bisogna criticare questi giovani attratti da questi videogiochi cosiddetti traditori, incolpandoli di violenza verbale e caratteriale, dovuta all’educazione ricevuta dai propri genitori. In campo europeo si è mossa la commissione europea,che ha specificato che in futuro verranno segnalati a ogni paese tutti i titoli di natura violenta, ma il loro ritiro sarà lasciato all'autonomia di ogni Governo, che deciderà anche le eventuali sanzioni penali. In particolare ha dichiarato il ministro interno tedesco “Questi orribili prodotti incitano alla violenza e prima o poi sarà necessario l'intervento delle autorità”. L'obiettivo della commissione europea è quello di creare una sorta di muro di difesa per i più giovani, nel rispetto comunque delle culture comunitarie, infatti ogni stato deciderà quali sono i videogiochi violenti che devono essere vietati. Per fare degli esempi dopo aver osservato le dichiarazioni sopra citate,basta guardare nei paesi più rigidi come la Germania e la Francia. Nei due paesi europei sono stati vietati totalmente molti giochi di natura violenta, che nel resto dei paesi vengono venduti normalmente. La nostra speranza che tutti i giochi, videogiochi e cartoni ritenuti violenti, vengano respinti dal nostro governo, perché vengono molto spesso utilizzate da bande criminose che si arricchiscono sulla pelle dei giovani minori.
Michele Zema
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