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L' importanza di leggere...Molfetta, 29 Giugno 2011
I dati sulla lettura in Italia sono allarmanti. Una recente ricerca ci dice che il 62% degli italiani non legge nemmeno un libro all'anno. L'indifferenza dei politici e dell'opinione pubblica di fronte a questo dato lascia sconcertati. L'Italia sta andando allegramente alla deriva, perdendo competitività nelle severe sfide del mondo globalizzato, proprio quando studi economici attendibili attestano che indici di lettura e sviluppo economico vanno di pari passo. Non a caso la lettura è più diffusa al Centro-Nord ricco, benestante e istruito mentre segna il passo in un Meridione in affanno e sotto alfabetizzato. Leggere dunque produce ricchezza e progresso. E questo dato non deve stupire. Nella società tardo-moderna, dove l'informazione e la comunicazione rivestono un ruolo strategico, in cui l'obsolescenza delle conoscenze richiede un aggiornamento continuo, in cui i raggiungimenti della scienza e della tecnica rivoluzionano di continuo le nostre esistenze e le nostre abitudini, leggere ed aggiornarsi diventa quasi una necessità vitale, un'attività dettata dall'istinto di sopravvivenza. Di più. I cambiamenti della nostra società non sono soltanto di carattere tecnico-scientifico, ma spesso anche di carattere organizzativo e culturale. I flussi migratori, i cambiamenti legati ai ruoli sessuali, la trasformazione dell'economia, passata dall'egemonia della fabbrica a quella dei servizi, richiedono ai cittadini e ai lavoratori nuove competenze di carattere sia culturale che relazionale. Per avere successo nel lavoro, in un'economia concorrenziale, non servono soltanto conoscenze tecniche, ma competenze legate alla sfera psicologica: motivazione, capacità di introspezione, empatia, autostima, capacità di lavorare in gruppo nel rispetto degli altri, capacità di trasmettere le proprie conoscenze e il proprio entusiasmo, competere ma anche saper collaborare. Michele Zema |